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Roberto Patumi

Consulenza e formazione web marketing

Cos’è Google EAT?

Ago 10, 2020 | Search engine optimization, Web writing

Possiamo pensare a Google EAT (Expertise, Authority and Trust) come a un insieme di fattori che permettono di determinare se un contenuto è effettivamente di valore.

Google ha la necessità di posizionare, nei suoi primi risultati organici, i contenuti che meglio soddisfano gli utenti in base alle loro ricerche.

Il problema per Google è quindi quello di individuare i criteri per stabilire, mediante calcoli algoritmici, il grado di importanza e di qualità di ogni contenuto pubblicato sul web.

Le tre componenti di Google EAT sono state scelte con accuratezza, e riguardano i fattori principali da prendere in considerazione per valutare il grado complessivo di qualità di una pagina web.

  • Expertise: la competenza di chi ha creato il contenuto. In pratica chi crea il contenuto dovrebbe essere esperto rispetto al tema che sta trattando. Questo requisito è sempre importante, e lo è ancora di più nel caso di ambiti specialistici delicati, come la tutela della salute, del benessere, gli aspetti legali e finanziari.
  • Autorevolezza: chi crea contenuti, i contenuti in se stessi, il sito che li ospita: tutti questi soggetti devono essere autorevoli. Questo permette all’utente di interagire con elementi (redattori, contenuti, siti web) autorevoli e accurati.
  • Affidabilità: i contenuti pubblicati, così come i loro autori e il sito web, devono essere tali da potersi fidare di loro. Essere affidabili è un prerequisito fondamentale, e lo è ancora di più nel caso di siti di commercio elettronico.

Per rendere concreti questi fattori, Google ha pubblicato la guida General Guidelines Overview for Search Quality Raters, disponibile gratuitamente sul web, contenente le linee guida generali per i valutatori della qualità di contenuti.

Caratteristiche di un contenuto di qualità

Leggendo la Guida di Google si scopre come un contenuto di alta qualità dovrebbe avere uno scopo, e riuscire a raggiungerlo al meglio.

Inoltre, una pagina di qualità dovrebbe avere le seguenti caratteristiche:

  • un alto livello di competenza, autorevolezza e affidabilità
  • una quantità soddisfacente di contenuti principali di alta qualità, compreso un titolo descrittivo o utile.
  • adeguate ed esaustive informazioni sul sito web e/o informazioni su chi è responsabile del sito. Ad esempio, un sito di eCommerce dovrebbe avere informazioni soddisfacenti sul servizio clienti.
  • Reputazione positiva del sito web che ospita il contenuto.

Una pagina di scarsa qualità, viceversa, la si riconosce dalle seguenti caratteristiche:

  • un livello inadeguato di competenza, autorevolezza e affidabilità (E-A-T)
  • La qualità del contenuto di riferimento è scarsa
  • La quantità di contenuto finalizzato agli scopi della pagina è ridotta rispetto a tutto il contenuto della pagina web
  • Le informazioni sul sito web e su chi ha creato i contenuti sono scarse e non complete
  • da una ricerca sul web si evince una reputazione negativa del sito web o di chi ha scritto i contenuti

Come migliorare il proprio EAT?

Bisogna prendere in rassegna tutti i fattori delle linee guida per i valutatori di qualità, e operare sulla propria reputazione, sui contenuti e sul sito web.

  • Sito e autore: dobbiamo rendere complete e esaurienti le informazioni relative al sito e agli autori di contenuto. Queste informazioni, oltre ad essere pubblicate sulle pagine web, dovrebbero essere presenti nei dati strutturati
  • Reputazione: esaminiamo la reputazione online che emerge da una ricerca sul web relativa al sito e agli autori di contenuto, interveniamo in caso di sentiment negativo e, in ogni caso, operiamo per migliorarla
  • Competenza: inseriamo nel sito contenuti o link che provino la competenza degli autori, sapendo che per alcuni argomenti, come ad esempio blog personali, non sempre la competenza è facilmente dimostrabile.
  • Sicurezza: dedichiamo attenzione alla effettiva messa in sicurezza del sito, grazie anche a tool di analisi e alle indicazioni di Google Search Console. Nel caso di vecchi siti con protocollo http, trasformiamoli in https.

Più in generale, il consiglio è quello di leggersi la Guida di Google, e agire su tutti i fattori indicati nel documento.

Roberto Patumi

Roberto Patumi

Ho fondato nel 1995 la digital agency Webit. Mi occupo di formazione e consulenza rivolta a imprese e professionisti. Sono docente web marketing per enti di formazione professionale.

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